Intervista del Gazzettino al mister Carnelutti

Pronto, mister Carnelutti? Il suo …Pronto, mister Carnelutti? Il suo Castello è l’unica squadra a punteggio pieno del Carnico: mica male per una squadra neopromossa?

«In effetti sono soddisfatto del lavoro che sto svolgendo assieme ai ragazzi. Tutti si impegnano, c’è serietà ed entusiasmo, i risultati arrivano. Non potrei chiedere di più».

– Sorpreso da questo avvio?

«Non particolarmente. La rosa è valida e dispongo di molte alternative che mi consentono anche di variare modulo. Già in fase di preparazione avevo capito che il materiale a disposizione era più che buono».

– Come dire che puntate all’immediata promozione?

«Calma. Già in queste prime tre giornate si è capito che ogni domenica ci sarà una battaglia. Finora abbiamo sempre azzeccato l’approccio alla partita, ma, e mi piace ripeterlo, quando si lavora bene in settimana tutto viene più facile. In ogni caso l’obiettivo della società e fare calcio nel modo giusto».

– Domenica a Verzegnis il successo è arrivato solo nel finale. Un po’ di fortuna?

«Non direi, perché in precedenza avevamo mancato molte opportunità. Nel primo tempo eravamo stati troppo leziosi, concedendo troppo al Verzegnis , che comunque è decisamente una bella squadra»

– Capitolo Stalis. Il Castello è nato da una sua costola. Quali sono ora i rapporti tra le due società?

«Purtroppo non ci sono, ma mi auguro che prima o poi, come succede nel calcio, ci si possa ritrovare. Da parte nostra non ci sono rancori. Ci sono state incomprensioni all’interno della dirigenza e così mio fratello Mirco ha preferito intraprendere un’altra strada».

– Non sono un po’ troppe quattro squadre del Carnico a Gemona?

«E’ un argomento molto dibattuto dalle nostre parti. Io sono convinto che la nascita di una società che ha propositi seri, qual è Il Castello , è sempre una notizia positiva»

– Quali sono le affinità con quel Castello che sfiorò lo scudetto nel ’98?

«La dirigenza è cambiata, ma non i colori sociali, rosanero, e lo spirito. Quella squadra, della quale facevo parte come del resto Pontelli, giocò un calcio all’avanguardia. Sarebbe bello ripetere quell’avventura».

– C’è un giocatore indispensabile nella sua squadra?

«Certo, si chiama “tutti”».

Bruno Tavosanis

Intervista del Gazzettino al mister Carneluttiultima modifica: 2008-05-20T09:15:00+00:00da ilcastello2
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